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NICCOLÒ FABI |
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L’UOMO CHE AMAVA LE PAROLE |
Niccolò è come i suoi testi, sincero, semplice, saggio, con quella voce rassicurante tanto familiare. In occasione dell’uscita di Novo Mesto, il nuovo album che prende il nome dalla località slovena dove è stato inciso, gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio. Parole parole parole ..scrivi testi bellissimi. Che rapporto hai con le parole? Nutro per le parole un amore assoluto, e confesso che se potessi chiedere qualcosa al genio della lampada, ecco, io gli chiederei di sapere tutte le lingue del mondo. Mi affascina tutto di una parola, il suono, la forma ..Poi penso che anche l’uso della voce sia molto importante: l’espressività della voce riesce sempre a dare un valore interpretativo in più. Devo dire che sui miei testi faccio pochissimo lavoro di lima, è come se la limatura avvenisse dentro di me, è strano ma io so già come suoneranno sulle mie labbra. E non scrivo sempre, lascio che le parole maturino dentro, perché c’è un tempo per tutto .. Cos’è cambiato rispetto alla Cura del Tempo? Cosa vuoi comunicare questa volta? Credo semplicemente che un buon motivo per scrivere una canzone è la sensazione di poter concentrare in un racconto sonoro una diversa visione degli accadimenti, come una nuova sfaccettatura. La Cura del Tempo si reggeva su due visioni opposte: il personale e l’intellettuale, mentre Novo Mesto arriva a riempire lo spazio tra questi due elementi; è dominato dal principio di coesistenza (la pace degli opposti??); legato ad ora, e più concreto, vorrebbe trasmettere un senso di responsabilità, tutti dovremmo avere degli ideali reali e realizzabili, per poterli trasferire nelle nostre scelte quotidiane. Veniamo alle fonti d’ispirazione. Quanto è importante per te la solitudine? La solitudine è un buon punto di partenza. In solitudine sei più predisposto a ricevere tutti gli input che ti arrivano. Poi c’è un momento in cui i pensieri prodotti da questo stato devono essere rielaborati. In questo senso la solitudine è produttiva. Altra mia grande fonte di’ispirazione è proprio “l’altro”, una costante dei modi e dei moti emotivi, perché è con l’altro che interagiamo e ci confrontiamo. In Costruire rinunci alla perfezione. E la tua saggezza serena è proverbiale. Qualcosa da confessare al riguardo? Paradossalmente la sicurezza la trovo riconoscendo i miei limiti. Dunque più che di umiltà parlerei di consapevolezza. Riconoscere i limiti non è facile, ma porta anche una certa serenità. Poi penso che la mia arma sia l’equilibrio, non esiste beatitudine senza amarezza, rassegnazione senza illusione, disperazione senza rinascita: mi piace il concetto di coesistenza, che poi come ti dicevo è quello di Novo Mesto. A proposito di Novo Mesto e di viaggi, dove sta viaggiando la musica oggi? Oggi la musica viaggia in rete. Internet potrebbe essere un tunnel senza uscita, come anche la sua salvezza, l’importante è che nell’etere non si perda. On line la musica, andando potenzialmente ovunque, così priva di una direzione unica, potrebbe perdere di definizione, oppure rafforzarsi. Questo cd chiude un percorso. Progetti? A essere sincero ora sono in fase di osservazione, curioso di vedere le reazioni a questo mio nuovo album. Comunque in generale penso che il mio modo di cantare e di raccontare sia assolutamente a fuoco, nel senso, ho voce stile e ritmi ormai ben riconoscibili, così la prossima volta mi piacerebbe mettere a disposizione le mie conoscenze musicali per nuove esperienze, insomma cambiare andando oltre me stesso, con nuovi protagonisti e nuove forme, e vedere cosa ne viene fuori. A volte la musica tende a diventare un linguaggio egoriferito, e io vorrei evitarlo. (21 Febbraio 2005) Rebecca Stratzer |
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TUTTO SU NICCOLÒ FABI |
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 2006 Novo Mesto | | |  2003 La Cura del Tempo | | |  2000 Sereno ad Ovest | | |  1998 Nicolò Fabi | | |  1997 Il Giardiniere | | |
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